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Note sulla Igiene Orale

Come suggerisce il termine consta di tutte quelle manovre che andrebbero eseguite a livello domiciliare al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale. Una buona igiene orale è garantita da un corretto spazzolamento con uno spazzolino da denti in senso gengi-dentale (da rosa a bianco) delle superfici dentali esterne ed interne, nonché della superficie occlusale (con movimenti antero-posteriori e laterali). Da ultimo ma non meno importante è la detersione con spazzolino senza dentifricio della superficie linguale, che per la sua conformazione trattiene parecchi residui alimentari e batteri, predisponendo allo sviluppo di una alitosi. Passaggio successivo è l'utilizzo del filo interdentale in modo da detergere gli spazi tra un dente e l'altro, e un collutorio. Eseguita in modo errato, l'operazione di pulizia può portare a patologie. Infatti, quando lo spazzolamento avviene in maniera aggressiva, può portare alla gengivite.[1]

Lo spazzolino manuale dovrebbe essere cambiato non appena le setole appaiono larghe e consumate, indicativamente una volta ogni due o tre mesi (o fino al momento in cui le setole appaiano visibilmente danneggiate).
I denti vanno spazzolati secondo uno schema preciso:

con moto dalla gengiva verso il colletto del dente, quindi dall'alto verso il basso per i superiori e viceversa per gli inferiori;
prima sopra e poi sotto;
prima gli incisivi, sopra e sotto, poi canini sopra e sotto, premolari, e molari. Occorre arrivare fino a dove è meccanicamente possibile, facendo attenzione ad insistere tra dente e dente, per premolari e molari bisogna spazzolare anche con moto rotatorio;
prima esternamente, poi internamente.

L'operazione deve essere ripetuta più volte per evitare di lasciare zone scoperte, per convenzione si dice di lavarsi i denti per almeno tre minuti.

Altri strumenti utilizzati sono lo spazzolino elettrico, migliore se con movimento sia rotatorio che ondulatorio, da utilizzare poggianodo la testina su ogni singolo dente con un'inclinazione di 45° e cercando di seguirne le forme, per un totale di circa 2 minuti; lo scovolino al posto del filo interdentale; un idropulsore, vale a dire uno spruzzatore di acqua in pressione per rimuovere i residui di cibo fra un dente e un altro, e soprattutto fra gengiva e dente, zona non raggiungibile altrimenti anche in una bocca pulita, dalla quale la carie talora penetra all'interno del dente fino alla radice che bisogna poi devitalizzare.[2]

Il bicarbonato non impedisce la formazione della carie, non è un antibatterico, ma un tampone dello sbalzo verso l'acido che c'è in bocca; sebbene l'acidità del cavo orale sia uno tra i fattori principali per lo sviluppo della carie dentale, anche un eccessivo rialzo del pH orale può creare danno, perturbando la normale flora batterica della bocca. Poiché il bicarbonato demineralizza e rovina col tempo lo smalto dei denti, non è indicato per il "fai da te" domestico per questo motivo se ne sconsiglia l'utilizzo.[3]

Il pH acido della bocca aiuta la formazione della carie, viceversa la risalita del pH fa staccare molecole di dentina dallo smalto.

Il pH della bocca scende e si acidifica dopo i pasti e durante la notte, dove (per consentire la respirazione nel sonno e perché non si mastica) scende drasticamente l'effetto tampone della saliva. Per questo:

masticare gomme senza zucchero dopo il pasto aumenta la salivazione, e quindi aiuta a far risalire il pH come rimedio anticarie;
se si usa un dentifricio che non contiene fluoro, è consigliabile non lavare i denti subito dopo i pasti, perché durante il pasto gli acidi del cibo attaccano lo smalto e staccano molecole di dentina che restano sciolte nella saliva, e tornano a legarsi alla superficie dopo 30 minuti (quando raggiungono un equilibrio di soluzione satura). Lavandoli prima dei 30 minuti, non si rilega e andrebbe perso dello smalto, e ulteriore altro toccando con lo spazzolino un dente indebolito. Tuttavia, 10 minuti dopo la fine del pasto sono già un tempo di permanenza in bocca lungo a sufficienza perché zuccheri e acidi contenuti nel cibo possano provocare delle carie;
viceversa, il fluoro (tramite dentifricio o collutorio) andrebbe utilizzato subito dopo i pasti durante la risalita del pH, a pH minore di 4,6 perché sciolto nella saliva si può sostituire nello smalto agli ioni ossidrile dell'idrossiapatite a formare fluoroapatite, che è più resistente, si dissolve a un pH più basso, ha dei cristalli più grandi, e rende più difficile l'adesione batterica.

Fonte: Wikipedia