Caso di Febbraio 2017

Oggi vi parleremo di un giovane paziente affetto da un grave caso di amelogenesi imperfetta, ovvero di una mancanza di smalto che normalmente ricopre la dentina (la sostanza costitutiva dei nostri denti).

La mancata formazione di smalto crea una serie di problemi, i più importanti sono:

- aumentata sensibilità dentale agli stimoli termici (caldo e freddo),
- maggiore possibilità dei denti di cariarsi,
- evidenti problemi estetici.

L’unica soluzione per un paziente affetto da questa problematica è quella di incapsulare i denti in modo da proteggerli, sostituendo lo smalto con il materiale ceramico.

In questo caso però oltre al problema genetico dovevamo risolvere anche un importante problema ortodontico.

Il paziente presentava un palato stretto, un morso crociato bilaterale posteriore ed una carente eruzione degli elementi dentali che li faceva sembrare corti.

Abbiamo quindi associato diverse branche odontoiatriche tra loro per risolvere il caso in maniera brillante.

Prima di tutto la chirurgia estetica gengivale ci ha permesso di riportare le dimensioni verticali del gruppo anteriore ad un livello di normalità, dopodiché la terapia ortodontica sia superiore che inferiore ci ha riportato il paziente ad una condizione di normoocclusione, durante la terapia abbiamo effettuato anche un piccolo intervento di estetica dentale apponendo delle faccette dirette in composito con lo scopo di migliorare l’impatto del sorriso durante il periodo delle cure ortodontiche.

Infine una volta ottenuto i risultati occlusali ed espansivi che ci eravamo prefissati siamo passati all’ultima fase, quella della riabilitazione protesica.

Tutto il caso come si può ben immaginare ha richiesto un considerevole periodo di tempo in quanto il paziente giunto alla nostra attenzione era poco più che un bambino mentre a terapia conclusa circa cinque anni dopo era ormai un giovane ragazzo.

La costanza e la tenacia del paziente e di tutto lo staff dello studio hanno portato ad un altro caso risolto con successo dal DOTTOR FANELLI.