Caso di Ottobre 2020

Questo mese affrontiamo il caso di un paziente che ha un canino incluso.

L’inclusione del canino superiore è una evenienza piuttosto frequente dovuta per lo più ad una perdita precoce dei denti da latte che determina una erronea eruzione dei denti definitivi i quali sostanzialmente rubano il posto al canino che quindi rimane incluso.

In questi casi bisogna procedere a ritroso rispetto agli avvenimenti accaduti in bocca, per cui per prima cosa bisognerà riportare i denti migrati nella loro corretta posizione ed infine quando tutti gli elementi sono al loro posto si potrà attaccare il canino incluso.

Presupposto fondamentale per la trazione intraorale è che si sia arrivati al filo rettangolare, il più rigido tra i fili e quindi il più adatto alla trazione.

In questo caso specifico è stato necessario effettuare un piccolo intervento chirurgico per agganciare il canino che era rimasto in inclusione intraossea.

Fino a qualche anno fa bisognava decidere se approcciare la chirurgia dal lato palatale o da quello vestibolare a seconda di dove si trovasse più vicina la corona del dente, per prendere questa decisione era necessario effettuare delle lastrine endorali, ma in modo talmente complicato che pochi dentisti erano in grado di farlo, oggi invece possiamo comodamente far effettuare al nostro paziente una lastra cone beam, sostanzialmente una TAC, che con una visualizzazione in 3D ci fa capire immediatamente da che parte il canino è inclinato.

Una volta agganciato il dente incluso si comincia la trazione, prima con un filo metallico associato ad un filo elastico, poi quando il dente è uscito lo si ingloba nell’apparecchio con il suo bracket.

I tempi di disinclusione sono solitamente lunghi, di solito tra i 6 e 12 mesi che vanno aggiunti al resto della terapia.

Per questo motivo quando possibile si cerca di lavorare contemporaneamente sulle due arcate.

Questo caso è stato risolto in 32 mesi, se consideriamo il periodo di espansione del palato dobbiamo aggiungere ulteriori 12 mesi ma con 24 mesi di pausa tra una terapia e l’altra.

Un altro caso risolto con successo dal DOTTOR FANELLI.