Caso di Aprile 2019

Questo paziente è affetto da una serie importante di problemi ortodontici, abbiamo un morso profondo anteriore, una seconda classe molare e canina, una inclinazione linguale di tutto il gruppo anteriore inferiore e palatale di quello superiore, inoltre il secondo premolare superiore di destra è completamente posizionato nel palato ed i denti limitrofi ne hanno preso la posizione chiudendo completamente lo spazio a disposizione.

In questi casi molti miei colleghi affrontano la terapia proponendo l’estrazione del premolare ectopico, io invece per cultura personale e per esperienza professionale sono decisamente contrario a qualsiasi tipo di estrazione a meno che non sia strettamente necessaria.

In questo caso ho proposto l’approccio con una terapia ortodontica auto-legante a bassissima forza di interazione.

Lo scopo della terapia è quello di recuperare lo spazio per il premolare spostando indietro i molari che si sono inclinati anteriormente riportando cosi ogni dente al suo posto naturale.

La prima parte della terapia è dedicata all’allineamento dell’arcata superiore ed al corretto ripristino del premolare ectopico, una volta ottenuto il risultato desiderato montiamo anche il sotto, posizionando dei piani di rialzo sui molari che mi permettano l’estrusione dei denti posteriori ed il conseguente rialzo del morso.

La terapia procede in maniera fluida fino al raggiungimento del risultato desiderato, come possiamo notare dalle foto finali abbiamo ottenuto non solo il ripristino della corretta posizione del premolare, ma anche la prima classe molare e canina ed il rialzo del morso portato adesso in posizione ideale.

Qualunque dentista a questo punto direbbe che il caso è finito e che tutto è andato nel migliore dei modi, io però vorrei porre l’attenzione di chi mi legge sulle foto finali della presentazione.

Ho rivisto il paziente dopo due anni dal termine della terapia, e non l’ho trovato come l’avevo lasciato.

Premettendo che si tratta di un bravissimo ragazzo che mi ha portato in maniera meticolosa la terapia di contenimento, si possono notare due grandi differenze tra il fine terapia ed il controllo a due anni, prima di tutto ho avuto una certa recidiva del morso profondo, inoltre, soprattutto sul lato destro ho avuto uno scivolamento verso la II classe, probabilmente sempre a causa della recidiva del morso profondo.

Questo per dire che la recidiva in ortodonzia esiste, e che si evidenzia, almeno tra i miei casi, in circa il 30% dei pazienti trattati.

Naturalmente la recidiva è sempre abbastanza lieve, in alcuni casi, tipo questo, talmente lieve da essere evidenziata solo grazie all’uso della macchina fotografica.

Per onor del vero bisogna dire che alcune teorie dicono espressamente che chiunque tra noi è soggetto a variazioni del posizionamento di denti o tessuti molli durante l’arco della vita, per cui anche chi non ha mai portato ortodonzia se fotografato a distanza di anni potrebbe presentare differenze anche significative.

Possiamo comunque tranquillamente dire che anche in questo caso il caso risulta risolto perfettamente!!!