Caso di Dicembre 2017

In questo ultimo caso dell’anno affrontiamo il tema degli impianti a carico immediato.

Come abbiamo avuto modo di chiarire già in altre relazioni gli impianti necessitano di un periodo di circa tre mesi dopo il loro posizionamento per essere caricati, in questo periodo avviene il cosiddetto fenomeno di osteointegrazione, cioè l’osso ingloba la vite implantare rendendola un tutt’uno con l’ambiente nel quale è stato inserito.

Trascorsi i tre mesi la vite implantare può essere caricata, cioè si può posizionare il dente protesico.

In alcuni casi estremamente selezionati si può procedere invece con il cosiddetto carico immediato, cioè la protesi dentale viene posizionata contestualmente con l’impianto, naturalmente si tratta di un provvisorio, che trascorsi i tre mesi canonici necessari per l’osteointegrazione verrà poi sostituito dal definitivo.

In alcuni casi inoltre si può addirittura fare in un’unica soluzione l’estrazione di un dente, il posizionamento dell’impianto nel suo alveolo lasciato vuoto ed il carico immediato, si parla in questo caso di impianto post-estrattivo a carico immediato.

La condizione necessaria che deve verificarsi per poter procedere a queste pratiche, oggettivamente più rischiose, è che la vite implantare abbia una stabilità primaria superiore ad un certo valore predefinito.

La stabilità primaria è la forza che noi impieghiamo per girare la vite all’interno dell’osso, un po’ come quando avvitiamo una vite nel legno, la forza che ci serve per avvitarla dipende da quanto è duro il legno nel quale la stiamo avvitando.

Tale forza si misura in Newton, è scientificamente accettato che la forza minima per procedere ad un carico immediato sia di 30 newton, personalmente io carico solo con una forza superiore ai 50 newton.

In questa relazione presento due casi, il primo è un impianto post-estrattivo a carico immediato, il secondo invece è un carico immediato.

In entrambi i casi la necessità estetica del paziente mi ha convinto ad effettuare un intervento che normalmente avrei affrontato in modo classico, ricordiamo sempre che ad oggi l’implantologia classica, se ben eseguita, ha una percentuale di successo che sfiora il 100%, mentre più ci allontaniamo dallo standard operatorio più il rischio di insuccesso aumenta.

Per questo motivo gli impianti a carico immediato devono essere fatti su pazienti estremamente ben selezionati e che abbiano reali esigenze che li spingano ad accettare un maggior rischio di insuccesso.

Guardando le foto comparative tra il prima e il dopo anche questa volta possiamo dire: Un altro caso risolto con successo dal DOTTOR FANELLI.