Caso di Marzo 2019

Paziente adulto già precedentemente sottoposto a riabilitazione protesica successiva a grande rialzo di seno.

Questa volta il nostro paziente necessitava di un impianto post estrattivo a carico immediato con associata rigenerazione ossea guidata (GBR).

In un unico intervento dovevamo quindi effettuare l’estrazione del dente in questione, il posizionamento dell’impianto, il carico protesico immediato e la rigenerazione di tutto l’osso, in particolare quello vestibolare, che il paziente aveva perduto durante il corso della malattia parodontale.

Siccome la rigenerazione ossea richiede la chiusura completa del lembo senza esposizione della membrana rigenerativa, ho deciso di procedere dapprima all’estrazione del dente in questione e di effettuare tutto il resto della chirurgia dopo tre settimane, in questo lasso di tempo la mucosa orale si è riformata intorno al foro estrattivo dandomi cosi la possibilità di avere più tessuto a disposizione per chiudere il lembo chirurgico.

Come vediamo dalle immagini, il posizionamento dell’impianto lascia libero un collare osseo che si approfondisce almeno per i primi tre giri di spire, tutto questo GAP viene riempito dal materiale osseo sintetico che possiamo notare nella rx post-trattamento.

Da un punto di vista funzionale l’intervento presenta una riuscita perfetta, l’impianto è posizionato con una inclinazione corretta, la rigenerazione ossea è uniformemente attecchita e l’estetica della protesi è più che accettabile.

Quello di cui non sono perfettamente soddisfatto è l’estetica gengivale, se guardiamo la foto iniziale con quella finale notiamo un riassorbimento importante sia a livello dell’incisivo centrale sia di quello laterale.

Questo è dovuto al fatto che il dente malato pur avendo un grande riassorbimento osseo periradicolare aveva mantenuto un livello del margine gengivale grosso modo normale.

Una volta estratto il dente però la guarigione è avvenuta con riassorbimento del margine, dalle foto pre e post estrazione si nota già un accorciamento importante del livello del margine gengivale già solo dopo tre settimane dall’estrazione.

Questo perché i tessuti molli guariscono adagiandosi sui tessuti duri.

La mia speranza era che effettuando un lembo a riposizionamento coronale avrei potuto recuperare il GAP perduto con la guarigione, purtroppo questo però non è avvenuto nelle modalità da me supposte, anche se il tessuto rigenerato è comunque perfettamente sano e trofico.

Possiamo considerare questo un ottimo risultato finale, ma il nostro desiderio di spingere verso la perfezione ci porterà ad approfondire ulteriormente le più innovative tecniche di gestione dei tessuti molli.

Un altro caso risolto con successo dal DOTTOR FANELLI.