Gestione di un paziente estetico - Estrazione, GBR, Impianto, GTR
Gestione di un paziente estetico - Estrazione, GBR, Impianto, GTR
Questo mese ci occupiamo di un interessante caso che ha necessitato un approccio interdisciplinare. Il paziente si presenta al mio studio con un grave problema a carico dell’incisivo centrale superiore di sinistra. Il dente presenta una importante mobilità sia orizzontale che verticale, una produzione di materiale purulento ed un indolenzimento che si palesava soprattutto alla masticazione. Effettuata l’ortopanoramica di controllo, ma soprattutto la TAC, vengo a scoprire che l’infezione ha riassorbito l’osso alveolare quasi completamente, tanto che l’unica soluzione rimasta era l’estrazione dell’elemento in questione. In questi casi il mio primo pensiero è volto a capire se il paziente può assorbire un impianto a carico immediato. La discriminante per quanto mi riguarda è l’altezza della cresta ossea vestibolare della zona da impiantare. Bisogna sempre prevedere che il riassorbimento gengivale arriverà in prossimità della testa dell’impianto, per cui se si riesce a posizionare la testa dell’impianto all’altezza della giunzione amelo-cementizia dell’incisivo vicino, allora si può provare a mettere un carico immediato. Ma se la testa dell’impianto finisse troppo in profondità, allora bisognerebbe prevedere di effettuare una rigenerazione ossea verticale, in modo che la lunghezza della corona protesica fosse grossomodo uguale a quella del dente limitrofo. In questo caso il riassorbimento era decisamente troppo avanzato, per cui ho deciso di sottoporre il paziente a rigenerazione ossea verticale e successivamente ad impianto a carico immediato. Nel frattempo ho sistemato il discorso estetico incollando il dente estratto ai due denti limitrofi e tenendo questa posizione per circa sei mesi. Trascorsi i quali ho potuto finalmente mettere un impianto a carico immediato. Dopo altri mesi ho sostituito la corona provvisoria con una definitiva ed un moncone protesico estetico. A questo punto vorrei porre l’attenzione a quanto mi è cresciuta verticalmente la gengiva vestibolare da quando ho messo la capsula definitiva alle successive visite di controllo. Dopo cinque anni, nonostante un’ottima crescita gengivale che ha interessato ambedue gli incisivi, il paziente si presenta con una fistola vestibolare. Immediatamente prescrivo una TAC di controllo poiché sospetto che la mia rigenerazione abbia dato dei problemi infettivi. Invece la situazione ossea risulta tutt’ora perfetta, per cui l’unica possibilità è che si tratti di una fistola parodontale. Per cui decido di aprire, di pulire bene tutto e di effettuare una rigenerazione gengivale guidata, con prelievo di tessuto connettivo dal palato. Anche in questo caso la guarigione migliora con il tempo, fino ad ottenere dopo circa un anno una situazione esattamente comparabile con quella iniziale. Un altro caso risolto con successo dal DOTTOR FANELLI.Caso di Settembre 2025
Autore: Dott. G. Fanelli 26 Set 2025